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PROCEDURE DI COMPENSAZIONE DEI CREDITI D’IMPOSTA NEL MODELLO F24

La circolare del Servizio Fiscale n. 16

giovedì 2 aprile 2026

La gestione dei crediti d’imposta è uno degli strumenti più importanti per una corretta pianificazione finanziaria, ma anche uno degli ambiti in cui, senza un controllo adeguato, è più facile incappare in errori o vincoli. Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 intervengono proprio su questo equilibrio, rafforzando le condizioni che regolano la possibilità di utilizzare i crediti in compensazione e riducendo le soglie oltre le quali scattano limitazioni significative.

 

Debiti fiscali scaduti, si abbassa la soglia di blocco

Il cambiamento più rilevante riguarda le imprese che presentano debiti fiscali scaduti o iscritti a ruolo. Dal 1° gennaio 2026, il divieto di utilizzo dei crediti d’imposta in compensazione scatta quando il debito supera i 50.000 euro, una soglia dimezzata rispetto ai 100.000 euro previsti fino al 2025. Qui il blocco è ampio e riguarda anche i principali crediti agevolativi (come quelli legati a investimenti o innovazione), mentre restano utilizzabili solo i crediti di natura previdenziale e assistenziale.

Accanto a questa novità, resta comunque in vigore la regola già esistente: anche debiti superiori a 1.500 euro possono impedire l’utilizzo dei crediti fino al loro saldo, con la possibilità però di estinguere il debito utilizzando gli stessi crediti tramite le modalità previste.

 

Le regole generali per la compensazione

Oltre ai blocchi legati alla posizione debitoria, per crediti fino a 5.000 euro annui, la compensazione è generalmente libera. Oltre questa soglia, è necessario attendere la presentazione della dichiarazione dei redditi e rispettare un intervallo minimo di dieci giorni, oltre all’obbligo del visto di conformità da parte di un professionista abilitato.

Resta il limite complessivo annuale di 2 milioni di euro di crediti compensabili per ciascun contribuente.

 

Modalità di pagamento sempre più tracciate

I modelli F24 che includono compensazioni non possono più essere trasmessi tramite home banking, ma devono passare esclusivamente dai canali telematici dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediari abilitati.

 

Attenzione alle sanzioni e alla gestione del rischio

Il sistema prevede un impianto sanzionatorio in caso di utilizzo non corretto dei crediti in presenza di debiti scaduti. Le sanzioni possono arrivare fino al 50% dell’importo indebitamente compensato nelle ipotesi più “ordinarie”, e al 25% nei casi legati alla nuova soglia introdotta.

 

Per un approfondimento più completa e dettagliato è disponibile la circolare integrale in allegato.