Il Decreto-Legge 3 aprile 2026, n. 42 interviene su più fronti legati all’andamento dei prezzi energetici e al sostegno delle imprese, mettendo insieme misure fiscali, agevolazioni e interventi temporanei sulle accise dei carburanti. Un intervento “a più livelli”, che tocca sia chi sta investendo in innovazione e transizione energetica, sia chi, più semplicemente, si trova a fare i conti con l’aumento dei costi di carburante nella gestione quotidiana.
Transizione 5.0: ridimensionato il credito d’imposta
Una delle novità più rilevanti riguarda il piano Transizione 5.0. Per le imprese che hanno già presentato domanda e che, pur avendo i requisiti tecnici, si sono trovate di fronte all’esaurimento delle risorse. Il credito d’imposta viene ora riconosciuto in misura ridotta: 89,77% dell’importo originariamente richiesto.
Il beneficio resta legato agli investimenti in beni strumentali e formazione del personale, ma con un tetto complessivo di spesa definito a livello nazionale. Accanto a questo, viene confermato un contributo per chi realizza impianti di autoproduzione energetica da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo. Sono inclusi anche i sistemi di accumulo e le spese di certificazione, a condizione che vengano rispettati i requisiti ambientali previsti, compreso il principio DNSH.
Costi e carburanti: accise più basse, ma per un periodo limitato
Il decreto introduce anche una riduzione temporanea delle accise sui carburanti, valida dall’8 aprile al 1° maggio 2026.
In questa finestra temporale, benzina e gasolio scendono a 472,90 euro per 1.000 litri, mentre il GPL viene rideterminato a 167,77 euro per 1.000 chilogrammi. Per il gas naturale destinato ai trasporti si arriva invece a un’azzeramento dell’imposta..
Focus sull'agricoltura: credito per alleggerire i costi energetici
Un’attenzione specifica viene riservata al settore agricolo, con un credito d’imposta pari fino al 20% delle spese sostenute per carburanti nel mese di marzo 2026.
Il beneficio è utilizzabile in compensazione entro fine anno e non concorre alla formazione del reddito imponibile, né ai fini IRAP; è inoltre cumulabile con altre agevolazioni, purché non si superi il costo effettivamente sostenuto.
Cosa fare?
Tra interventi fiscali mirati, misure temporanee sui carburanti e sostegni settoriali che cercano di accompagnare le imprese in una fase ancora caratterizzata da forte instabilità dei costi energetici, per chi fa impresa (e soprattutto per chi opera in settori energivori o con forte incidenza del trasporto) il punto fondamentale diventa la capacità di saper leggere gli strumenti in modo integrato, capire come si inseriscono nella pianificazione degli investimenti, nella gestione della liquidità e nella struttura dei costi,
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