Text/HTML

CONTRIBUTI AGRICOLI INPS

Aliquote aggiornate, riduzioni e nuovi adempimenti. Come leggere le novità INPS senza complicarsi la vita

martedì 21 aprile 2026

Dal 2026 arrivano alcune novità sui contributi agricoli INPS che vale la pena conoscere, soprattutto perché incidono direttamente sul costo del lavoro e sulla gestione quotidiana dell’impresa. A prima vista può sembrare l’ennesimo aggiornamento tecnico, ma in realtà ci sono cambiamenti che, se letti bene, possono aiutare a orientare meglio le scelte...

 

Meno contributi per molte imprese agricole

La novità più rilevante è una riduzione significativa delle aliquote contributive per le aziende agricole “tradizionali” e per le cooperative di produzione. Si passa infatti da un’aliquota del 13,24% a una dell’8,50%. Un taglio netto che alleggerisce il costo del lavoro e può dare un po’ più di respiro nella gestione della cassa.

Restano però escluse da questa riduzione alcune cooperative con inquadramenti specifici, che seguono regole diverse.

 

Attenzione ai primi mesi dell’anno

C’è un aspetto pratico da non sottovalutare, e cioè che nei primi mesi del 2026 potrebbe esserci un disallineamento tra quanto calcolato internamente e quanto richiesto dall’INPS. Il motivo è semplice: non tutti i software paghe potrebbero essere stati aggiornati subito con le nuove aliquote. Questo può generare differenze nei conteggi, soprattutto sul primo trimestre.

 

Più casi di versamento al Fondo INPS

Un’altra novità riguarda l’estensione dell’obbligo di versamento al Fondo di tesoreria INPS. Non cambia direttamente le aliquote, ma aumenta il numero di aziende coinvolte.

In pratica? Sempre più imprese dovranno fare i conti con questa gestione, che incide sull’organizzazione amministrativa e sui flussi contributivi.

 

Lavoro occasionale agricolo

Diventa stabile il ricorso al lavoro occasionale agricolo a tempo determinato. Questo significa che uno strumento utilizzato spesso per gestire picchi di lavoro o stagionalità entra a regime, con regole ormai consolidate anche sul piano contributivo. Le aliquote restano allineate a quelle degli operai a tempo determinato, ma con alcune specificità legate ai territori svantaggiati.

 

Scenario da tenere sott'occhi

Il 2026 si apre quindi con un quadro leggermente più favorevole sul fronte contributivo, ma anche con qualche elemento in più da gestire. Al di là dei numeri, il punto è capire come queste novità si inseriscono nella gestione d'impresa, poiché da un lato troviamo la riduzione dei contributi, con l'occasione di contenere i costi; dall’altro però troviamo l’aumento degli adempimenti e possibili differenze nei calcoli, che necessiteranno quindi di un presidio più accurato.

Per le imprese agricole, può essere il momento giusto per rivedere l’organizzazione del lavoro, i costi e le modalità di utilizzo delle diverse tipologie contrattuali.

 

Come leggere le nuove tabelle

In allegato trovi le tabelle aggiornate per calcolare correttamente i contributi da versare nel 2026.

In modo semplice, funzionano così:
la tabella A si applica alla generalità dei lavoratori agricoli e indica le aliquote standard da utilizzare nei calcoli contributivi.

La tabella B, invece, riguarda i casi in cui il TFR viene versato a un fondo di previdenza complementare o al Fondo di tesoreria INPS. In queste situazioni è prevista una leggera riduzione dell’aliquota, perché non è dovuto il contributo al fondo di garanzia.

 

Ti serve un aiuto con la lettura? Contattaci per maggiori informazioni!

Documenti da scaricare