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UNIEMENS-POSAGRI: STOP AD ALCUNI CODICI DAL 1° MAGGIO 2026

Cosa cambia nei flussi PosAgri e perché è il momento di verificare l’inquadramento contributivo

La Circolare Servizio lavoro previdenza n. 53 

mercoledì 29 aprile 2026

Dal 1° maggio 2026 entra in vigore una modifica operativa che riguarda da vicino i datori di lavoro agricoli e, in particolare, la gestione dei flussi Uniemens-PosAgri.

Con il messaggio n. 1315 del 17 aprile 2026, l’INPS ha disposto la soppressione di alcuni codici utilizzati nel campo “Tipo ditta 2” (TD2), segnando un passaggio importante nella gestione dell’inquadramento previdenziale e assicurativo.

Solo un "dettaglio tecnico"? No, c'è di più!

I codici TD1 e TD2 incidono direttamente sulla corretta applicazione delle aliquote contributive e quindi sul costo del lavoro e sugli obblighi verso INPS e INAIL. La revisione nasce dall'esigenza di eliminare codici non più coerenti con il sistema attuale. In particolare, vengono eliminati i codici TD2 19, 39, 40, 43 e 44, che in alcuni casi erano stati utilizzati impropriamente e che di fatto escludevano (o non rappresentavano correttamente) la contribuzione legata all’assicurazione contro infortuni e malattie professionali.

Dal secondo periodo di trasmissione del secondo trimestre 2026, questi codici non saranno più accettati. In caso di utilizzo, il sistema segnalerà automaticamente l’errore.

C’è però un aspetto ancora più rilevante: per i periodi fino al primo trimestre 2026, l’INPS procederà comunque a ricalcolare la contribuzione includendo anche la quota INAIL eventualmente non considerata. Questo significa che potrebbero emergere conguagli o differenze contributive da gestire.

Il quadro normativo di riferimento resta quello della contribuzione agricola unificata (CAU), che include anche la componente assicurativa INAIL. L’unica eccezione riguarda le cooperative agricole rientranti nella Legge 240/1984, per le quali resta il versamento diretto all’INAIL con posizione dedicata.

Cosa fare?

È il momento di fermarsi e verificare se l’inquadramento utilizzato fino ad oggi è corretto, se i codici inseriti nei flussi sono coerenti con la propria posizione e se la contribuzione versata è allineata a quanto effettivamente dovuto. Una verifica oggi può evitare rettifiche e costi inattesi nei prossimi mesi.