La disciplina dei crediti d'imposta è stata recentemente oggetto di importanti chiarimenti che interessano imprese e professionisti. La normativa distingue oggi in modo più netto tra crediti non spettanti, ossia crediti esistenti ma utilizzati senza rispettare tutti i requisiti o le modalità previste dalla legge, e crediti inesistenti, che invece non sono mai maturati o derivano da documentazione non veritiera, operazioni inesistenti o comportamenti fraudolenti.
La corretta qualificazione del credito assume particolare rilevanza perché incide sui termini entro cui l'Agenzia delle Entrate può procedere al recupero delle somme indebitamente compensate, sul livello delle sanzioni applicabili e, nei casi più gravi, sulla possibile rilevanza penale della condotta. I recenti interventi normativi e i chiarimenti forniti dall'Amministrazione finanziaria hanno inoltre definito in maniera più puntuale i criteri da utilizzare per distinguere le due fattispecie, riducendo alcune incertezze interpretative che negli ultimi anni avevano generato numerosi contenziosi.
Per approfondire il tema e valutare eventuali impatti, si invita a contattare il proprio consultare e la documentazione allegata.