Le imprese e i professionisti sono chiamati nelle prossime settimane agli adempimenti relativi al saldo delle imposte 2025 e agli acconti 2026. Una recente circolare riepiloga termini, modalità di pagamento, rateizzazioni e principali novità da considerare per evitare errori e sanzioni.
LE SCADENZE DA SEGNARE IN AGENDA
Per i contribuenti non interessati dalla proroga, il termine ordinario per il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 resta fissato al 30 giugno 2026, con possibilità di pagamento entro il 30 luglio applicando la maggiorazione dello 0,4%.
Per i contribuenti che applicano gli ISA, i forfettari e gli altri soggetti espressamente inclusi nella proroga:
- versamento entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazioni;
- versamento entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,8%.
La proroga riguarda, tra gli altri, IRPEF, IRES, IRAP, imposte sostitutive, cedolare secca, IVIE, IVAFE, imposta sulle cripto-attività e diritto camerale annuale.
CHI PUÒ BENEFICIARE DELLA PROROGA
La proroga interessa i contribuenti che svolgono attività per le quali sono stati approvati gli ISA e dichiarano ricavi o compensi entro il limite previsto per il proprio indice (5.164.569 euro).
Rientrano inoltre:
- contribuenti forfettari;
- contribuenti in regime di vantaggio;
- soggetti esclusi dagli ISA per cause specifiche (inizio o cessazione attività, non normale svolgimento dell'attività, ecc.);
- soci e partecipanti che dichiarano redditi per trasparenza.
ATTENZIONE AL SALDO IVA
Chi non ha versato il saldo IVA entro il 16 marzo può effettuare il pagamento insieme alle imposte sui redditi, applicando le maggiorazioni previste.
Per i soggetti ISA e assimilati il saldo IVA può essere versato entro il 20 luglio con una maggiorazione complessiva dell'1,6%, oppure entro il 20 agosto con l'ulteriore maggiorazione dello 0,8%.
ACCONTI 2026: CONFERMATA LA REGOLA DEL 100%
L'acconto per il 2026 resta generalmente pari al 100% dell'imposta dovuta per il 2025 e può essere determinato con il metodo storico o con il metodo previsionale, se si stima un'imposta inferiore rispetto all'anno precedente.
Particolare attenzione va posta all'utilizzo del metodo previsionale: una stima troppo prudente potrebbe comportare versamenti insufficienti e l'applicazione di sanzioni.
SUPER DEDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO, RATEIZZAZIONE E IRES PREMIALE
Per il calcolo degli acconti 2026 occorre effettuare alcuni ricalcoli.
In particolare, la super deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni non deve essere considerata nella determinazione degli acconti e chi ha beneficiato dell'IRES premiale al 20% per il 2025 dovrà comunque calcolare l'acconto 2026 come se fosse stata applicata l'aliquota ordinaria del 24%.
Saldo e primo acconto possono essere rateizzati fino al 16 dicembre 2026, con applicazione degli interessi previsti dalla normativa (la scelta della rateizzazione delle imposte sui redditi è indipendente da quella eventualmente effettuata per il saldo IVA).
Attenzione sui limiti alla compensazione dei crediti fiscali e sui blocchi previsti in presenza di debiti iscritti a ruolo. In caso di omesso o tardivo versamento, per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la sanzione ordinaria è pari al 25% dell'importo dovuto, con riduzioni previste in caso di ravvedimento operoso tempestivo.
COSA FARE PER EVITARE ERRORI
Verificare con anticipo:
- la propria posizione rispetto agli ISA
- le scadenze applicabili
- l'eventuale convenienza della rateizzazione
- il corretto calcolo degli acconti, soprattutto in presenza di super deduzione del costo del lavoro o IRES premiale
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